Si parla sempre più spesso di Cat. 7, ma ha ancora senso dopo la presentazione della Cat. 6A?

Si parla sempre più spesso di Cat. 7, ma ha ancora senso dopo la presentazione della Cat. 6A? In fin dei conti sono due sistemi dalle caratteristiche elettriche molto vicine (500MHz contro 600MHz), ma molto diversi strutturalmente. La Cat. 7 è schermata, utilizza un cavo di costruzione complessa ed un connettore speciale, la Cat. 6A può essere scelta nella versione UTP ed utilizza il diffusissimo RJ45. Il fatto che un sistema “tradizionale” e non schermato abbia raggiunto la frequenza di 500 MHz non dovrebbe far morire una soluzione molto più complessa che offre un margine di prestazioni solo modestamente superiori?

Per prima cosa dobbiamo stare attenti quando si confrontano le prestazioni di due sistemi. Basarsi solo sulla frequenza massima può portarci a valutazioni errate se non ne inquadriamo il significato. La frequenza massima di un sistema è la frequenza fino alla quale si certifica il sistema e i suoi parametri elettrici. In altre parole, per certificare un sistema di Cat. 6A si eseguono una serie di misure dei parametri elettrici di riferimento (IL, NEXT, ACR-N, …..) fino alla frequenza massima di 500MHz e si confrontano i valori ottenuti con quelli riportati in un documento di riferimento (lo standard). Quando si certifica un sistema di Cat. 7, è vero che le misure vengono condotte fino ad una frequenza (relativamente) poco superiore (600MHz), ma i valori dei parametri che devo ottenere per superare la certificazione sono molto diversi!!

Facciamo un esempio: Un channel di Cat. 6A o, meglio, di Classe EA deve avere un valore di NEXT massimo a 500MHz di 27,9dB; un sistema di Classe F (Cat. 7) a 600MHz ha una prestazione di NEXT di ben 56,9dB!!!, cioè, in termini energetici, i disturbi di NEXT in un sistema di Classe F a 600MHz sono circa 1000 volte più piccoli di quelli che si possono misurare su un sistema di Classe EA a 500MHz!! La differenza non è poi così piccola!

Prendiamo in considerazione un altro parametro molto significativo, ACR-N che identifica il rapporto tra il segnale e il disturbo, per il canale di Classe EA, il valore specificato a 500MHz è di -21,4 dB. Il fatto che sia un valore negativo indica immediatamente che il disturbo è più grande del segnale, ma molto più grande, infatti 21,4 dB vuol dire che il disturbo è circa 130 volte più grande del segnale stesso! Lavorare in queste condizioni significa dover complicare enormemente la complessità dell’elettronica di rete (gli switch e le schede di interfaccia) con consumi e costi proporzionalmente più alti. Alla stessa frequenza, un sistema di Classe F presenta, al contrario, un ACR-N positivo, cioè il segnale utile è ancora più grande dei disturbi e che possono, quindi, essere rigettati con metodi molto semplici.

In conclusione, si potrebbe molto discutere sull’opportunità di insistere con lo sviluppo di sistemi UTP piuttosto che orientarsi verso sistemi totalmente schermati come la Cat. 7 o la Cat. 7A, ma esulerebbe dallo scopo della sua domanda, per venire al punto da lei sollevato possiamo solo dire che non bisogna assolutamente confrontare le prestazioni di due sistema basandoci esclusivamente sul valore della frequenza massima se non la rapportiamo al valore specificato per i parametri elettrici a quella stessa frequenza.

2017-03-22T20:54:31+00:00