Quanto costa una ‘certifica’?

Quanto costa una ‘certifica’?

Linee guida per valorizzare i costi dell’attività di certificazione di un cablaggio in rame ed in fibra ottica 

di Bruno zotti – RCDD

 

Introduzione

Da qualche tempo in redazione avevamo intenzione di affrontare il tema dei costi legati alle attività di realizzazione del cablaggio: un argomento attuale ma anche delicato e ricco di variabili che, per la sua vastità abbiamo deciso di trattare… a piccole dosi, suddividendo la discussione in più aree tematiche, seguendo le diverse fasi di attività.

In questo articolo ci occuperemo della fase finale di un cablaggio ma sicuramente di primaria importanza e cioè la certificazione. Sulla nostra rivista avrete sicuramente trovato già molti articoli che riguardano gli aspetti tecnici e normativi delle certifiche siano esse su cablaggi in rame o in fibra ottica e, anche tramite le domande che arrivano alla nostra rubrica “Chiedilo a Mario”, sappiamo che l’interesse intorno a questo argomento è molto elevato. Non solo gli aspetti tecnici sono quelli che interessano a voi lettori, abbiamo ricevuto molte domande riguardo ai costi che si devono realmente affrontare per eseguire, documentare e consegnare una certificazione a regola d’arte.

Siamo certi che alcune nostre considerazioni potranno essere oggetto di obiezione o addirittura di contestazione e forse molti di voi non saranno d’accordo con l’analisi dei costi che stiamo per esporre. Tuttavia ci siamo decisi a correre il rischio di … impopolarità pur di non lasciare inesplorato un argomento di sicuro interesse per tutti.

Stando alla prassi diffusa, purtroppo, l’attività di certificazione viene spesso trascurata se non del tutto disattesa o eseguita in modi non conformi agli standard. Al di là del risultato tecnico in molti casi inaccettabile e delle sue conseguenze sulla funzionalità della rete, carenze di questo tipo possono incidere negativamente anche sul costo totale dell’impianto realizzato.

Alcuni soggetti presenti in questo mercato, pochi per fortuna, si comportano in modo scorretto eseguendo i test di certificazione in modo fittizio o falsificandone i risultati, pensando così da abbattere i costi totali del cablaggio e risultare, in apparenza, più competitivi rispetto ai concorrenti che operano correttamente. Perché abbiamo scritto “in apparenza” più competitivi? Perché una certificazione eseguita senza rispettare rigorosamente le direttive degli standard e la prassi delle procedure corrette di fatto comporta poi per il cliente un costo aggiuntivo quando si troverà di fronte a problemi derivanti da anomalie e malfunzionamenti della rete causate proprio da un sistema di cablaggio difettoso o non all’altezza delle sue prestazioni nominali. Ovviamente non stiamo affermando che la mancanza di un rapporto di certificazione del cablaggio significhi necessariamente che esso non funzioni, ma che certamente è molto più elevata la probabilità che possano verificarsi problemi come conseguenza di anomalie di installazione non rilevate e corrette prima della consegna e messa in servizio della rete.

Tralasciamo volutamente di discutere anche sugli aspetti legali dei quali risulterà responsabile l’installatore infedele quando, non eseguendo correttamente le operazioni di certificazione, venga meno agli obblighi derivanti dagli impegni contrattuali: questa è materia che lasciamo volentieri agli esperti di contratti, codici e leggi.

Entriamo invece subito nel vivo dell’argomento cominciando ad analizzare quali sono i costi che concorrono al calcolo degli importi per un’attività di certificazione eseguita in modo regolare nel pieno rispetto degli standard internazionali.

Figura 1 – L’autore dell’articolo impegnato in una sessione di certifiche qualche anno fa …. e con qualche capello in più sulla testa

Costo delle attività di certificazione degli impianti

Specifichiamo subito che nei calcoli proposti in questo articolo consideriamo, per semplicità e chiarezza espositiva, soltanto i costi diretti sostenuti dalle aziende installatrici per l’attività di certificazione. Escludiamo dal discorso, invece, i costi fissi aziendali di struttura e ingenerale tutti i costi indiretti, che ogni azienda potrà calcolare e aggiungere per ricavare il prezzo finale al cliente delle attività di certificazione tenuto conto anche dei necessari margini di guadagno.

Costi fissi

Per il nostro calcolo occorre in primo luogo tenere conto delle spese fisse, che potranno poi essere ripartite (per esempio su base annuale) fra tutte le certificazioni eseguite nel periodo di riferimento, tra le quali rientrano le seguenti voci:

  • Ammortamento della strumentazione
  • Manutenzione e calibrazione della strumentazione
  • Formazione ed aggiornamento periodico del personale
  • Eventuali licenze di software utilizzati

Costi variabili

Inoltre, per quanto riguarda i costi variabili e perciò proporzionali al numero dei test di certificazione eseguiti (per esempio ancora su base annuale) rientrano i seguenti costi:

  • Costi del personale addetto alle attività di certificazione per le attività di test e le relative spese accessorie (viaggio, trasferta, automezzi, DPI, ecc. )
  • Costo aggiuntivo del personale addetto alle certifiche per le attività di ricerca ei riconoscimento dei problemi e per la conseguente riparazione dei punti rete che non superano la certificazione (si considera un valore medio del 3% di punti che falliscono la certifica; i tempi di lavorazione necessari variano in funzione del tipo di collegamento, a seconda cioè che si tratti di punti rete rame, punti rete ottici o punti ottici dorsali)
  • Costi del personale addetto alla preparazione e verifica della documentazione da consegnare al Cliente

Questi due punti sono molto complessi da calcolare per le variabilità delle diverse figure professionali coinvolte e del tipo di inquadramento aziendale. Per non incorrere in grossolani errori, considerato che non siamo consulenti del lavoro e neppure esperti di buste paga, abbiamo deciso di utilizzare i dati forniti da enti di sicura competenza nel settore: in particolare considereremo i costi orari del personale tecnico basandoci sui listini stilati dalle CCIAA, che sono aggiornati annualmente ed in alcune provincie anche a livello semestrale. Nello specifico abbiamo utilizzato i dati della Camera di Commercio di Varese che sono pubblicamente disponibili sul sito:

http://www.va.camcom.it/files/stat_prezzi/edilizia_opere_compiute/listinoedili_2-2012-xWeb.pdf

Analisi dettagliata dei costi

Probabilmente qualcuno potrà obiettare che i listini stabiliti dalle CCIAA delle varie provincie spesso non sono aderenti alla realtà in particolari settori di mercato e, nel caso specifico, la realizzazione di cablaggi strutturati è un settore non particolarmente conosciuto dagli autori di questi listini. Chi avrà la curiosità di consultarli troverà che le voci riguardanti i cablaggi strutturati sono molto poche e riguardano solo impianti in rame con prezzi di listino di opere compiute (ovvero fornitura e posa) molto distanti dalla realtà e talvolta persino imbarazzanti. Sicuramente i costi orari del personale tecnico sono cifre molto più affidabili e per questo motivo abbiamo ritenuto di utilizzarle come base di calcolo per il nostro ragionamento.

Nella fattispecie consideriamo le figure professionali tipicamente utilizzate per questo tipo di lavoro: riteniamo che per certificare infrastrutture di un certo impegno (per numero di link e complessità del sito) non possano essere eseguite da una sola persona ma da una squadra di due persone fra le quali almeno un tecnico impiantista esperto e da un aiutante che può essere classificato come operaio comune o eventualmente, sempre nel rispetto delle leggi sul lavoro e delle norme di sicurezza, da un apprendista. E’ preferibile, anzi in alcuni casi è richiesto in maniera vincolante dal Committente, che almeno uno dei due tecnici sia certificato con attestati rilasciati dalla casa costruttrice degli strumenti utilizzati e questo lo abbiamo considerato come una voce che va ad incidere sul costo in quanto si deve tener conto dei soldi spesi dall’azienda per far partecipare i propri tecnici ai corsi di aggiornamento tecnico e qualificazione professionale.

Costo Orario del Personale

Sempre con riferimento al listino CCIAA sopra menzionato, riteniamo ragionevole utilizzare il costo orario più alto tra i due casi proposti in cui includiamo per semplicità di calcolo anche alcuni costi accessori che invece i listini CCIAA computano separatamente. Consideriamo quindi facente parte della quota oraria del personale addetto alle certifiche anche i costi di spostamento dalla sede aziendale alla sede di lavoro se compresi entro i 50 km, i costi del vitto giornaliero, i costi dell’attrezzatura minuta e dei DPI in dotazione personale.

  • Costo orario tecnico impiantista                                                             € 62,00
  • Costo orario operaio comune                                                                  € 34,00

Esaminiamo ora alcuni esempi pratici di costi delle certifiche:

  • Certifica punti rete in rame Cat. 5, Cat. 5e, Cat. 6, Cat. 6A (TIA) o Cat. 6A (ISO)
  • Certifica punti rete in fibra ottica
  • Certifica dorsali rete in fibra ottica
  • Acquisizione tracce OTDR in ambito locale

Ci riserviamo di trattare in futuro i costi di un’acquisizione tracce OTDR e certifica di dorsali fibra ottica di rete geografica in un articolo a parte poiché le variabili in gioco e la maggiore complessità di questo caso meritano una trattazione specifica ed approfondita. Specifichiamo ulteriormente che con il termine “certifica” delle reti in fibra ottica intendiamo quanto espressamente previsto dagli standard internazionali e quindi si tratta di misura dell’attenuazione d’inserzione, lunghezza e verifica polarità (Tier 1). Tutte misure che si eseguono con strumenti presenti sul mercato da diversi anni che permettono questo tipo di misure in modo agevole e semplice a patto di rispettare le regole di utilizzo ed in particolar modo le esatte procedure di calibrazione sul campo prima di passare al test dei collegamenti.

Quanto appena detto fa riferimento, naturalmente, ad infrastrutture di cablaggio ottico strutturato di tipo tradizionale, dove l’applicazione finale utilizza una coppia di fibre per ogni link. Le reti ottiche di nuova generazione di tipo xPON (Passive Optical Network) o POL (Passive Optical LAN), invece, devono essere verificate con diverse modalità di misura e soprattutto con la verifica completa delle prestazioni del canale, che deve essere eseguita con uno strumento OTDR di nuova generazione predisposto con un software di analisi in grado di discriminare i diversi rami presenti a valle degli splitter. Anche per questo interessante argomento rimandiamo i nostri lettori a future pubblicazioni.

Figura 2 – Cat.5 ??? …

Analizziamo ora nel dettaglio le voci che concorrono al calcolo dei costi dei singoli tipi di certifica fermo restando che questo costo potrà poi essere gestito da ciascuna azienda installatrice secondo diversi canoni di trattativa commerciale. C’è chi sceglie di evidenziarlo come costo separato, chi invece preferisce ripartirlo sui costi di realizzazione dell’impianto di cablaggio e così via. Non è nostra intenzione entrare in questi dettagli, che non aggiungono molto alla discussione, ma semplicemente fornire un’idea molto vicina al vero di come calcolare il costo di ogni singola certifica fornendo basi certe di calcolo con un riferimento preciso ai valori che devono essere considerati.

Scenari operativi

Dobbiamo innanzitutto delimitare lo scenario operativo premettendo alcune condizioni tipiche/medie che possono adattarsi alla grande maggioranza di situazioni. Ciascuno sarà poi libero di apportare gli eventuali correttivi per adeguare con maggiore precisione il calcolo alla propria situazione specifica. Forniremo dunque delle linee-guida che, per maggiore comodità, indicheremo sistematicamente fornendo specifici esempio di calcolo per ciascuna delle quattro principali situazioni di certificazione che si incontrano nella pratica professionale. È bene osservare che infatti che i parametri di valutazione economica sono generalmente diversi al variare delle situazioni: ad esempio è molto più probabile che un installatore esegua nel corso di un anno un maggior numero di certificazioni su link in rame piuttosto che su punti rete in fibra ottica.

Esempio 1: Certificazione di punti rete in rame Cat.5, Cat.5e, Cat.6, Cat.6A (TIA) o Cat.6A (ISO)

Ipotizziamo come base di calcolo il numero di 3.600 certifiche all’anno (300 al mese, in media) che può essere un numero ragionevole per un’azienda installatrice di medie dimensioni. Nella Tabella 1 sono esposti i costi fissi annuali ed i costi variabili, proporzionali al numero di certifiche eseguite. Si tenga presente che tali costi sono riferiti a certificazioni eseguite su impianti nuovi in aree considerate ancora di cantiere, non operative e senza alcuna utenza ancora collegata alle prese da certificare. Qualora le prese di rete da certificare siano già attive ed i locali dove sono installate siano già in condizione di piena operatività sarà necessario aumentare di almeno 20% l’importo di ogni certifica per tenere conto dell’inevitabile allungamento dei tempi necessari per condurre l’attività di test.

Tabella 1 – Certificazione di punti rete in rame

Esempio 2: certifica punti rete in fibra ottica (FTTD)

Abbiamo separato i costi tra la certifica dei punti rete in fibra ottica per reti di tipo FTTD (Fiber To The Desk) rispetto alla certifica di rete ottica dorsale poiché risultano effettivamente molto differenti i tempi di lavoro necessari nelle due situazioni. La distribuzione dei punti rete FTTD è molto più simile a quella di una classica rete in rame: uno dei due tecnici deve spostarsi tra le diverse stanze dell’edificio in cui è realizzato il cablaggio, con tempi quindi più lunghi rispetto alla certifica di una dorsale dove parecchie fibre convergono tutte nella stesso locale tecnico e sono quindi sensibilmente ridotti i tempi di spostamento che si limitano al passaggio da un vano tecnico all’altro.

Per contro, indipendentemente dalla topologia del cablaggio, i tempi di certificazione per i collegamenti a fibre ottiche sono più lunghi rispetto a quelli per il test di link in rame, in quanto gli stessi strumenti impiegano molto più tempo. Per fare un esempio basta pensare che i migliori strumenti presenti in commercio impiegano 9 secondi per una certifica rame in Cat.6 mentre per le misure previste dal Livello 1 (Tier 1) della TIA568-C per fibra ottica servono non meno di 20/30 secondi con un tempo che può essere anche più lungo se consideriamo che durante la procedure è necessario l’intervento degli operatori per invertire le bretelle collegate al circuito di test, al fine di completare le misure bidirezionali delle due fibre di un link. Infine non è trascurabile il fatto che le bretelle in fibra devono essere frequentemente verificate (microscopio manuale o fiber-inspector elettronico) per verificarne il grado di pulizia e provvedere eventualmente a rimuovere lo sporco presente.

Figura 3 – Verifica della pulizia dei connettori ottici tramite ispezione visiva con ausilio di microtelecamera e visore portatile

Infine è diverso il numero annuo di test di certificazione considerati: nel caso di reti FTTD è innegabile che siano meno diffuse rispetto ai cablaggi rame eseguiti dalla maggior parte delle aziende installatrici, quindi riteniamo plausibile, in proporzione al valore considerato per le certifiche rame, ipotizzare un numero di 1.500 certifiche/anno.

Tabella 2 – Certificazione di punti rete in fibra ottica (FTTD)

Esempio 3: certificazione di dorsali in fibra ottica

Questo caso è molto simile al precedente, con la grossa differenza rappresentata dal fatto che la certifica avviene con minori perdite di tempo dovute allo spostamento di uno dei due tecnici nei vari punti da certificare. Quando si parla di dorsali ottiche tutte le fibre da certificare dovrebbero convergere nei locali tecnici, per cui il personale tecnico dedicato alle operazioni di test rimane nello stesso punto per eseguire tutte le certificazioni relative ad un intera tratta di collegamento dorsale, con una maggiore produttività rispetto alla situazione dell’esempio precedente.

Ci sarebbe da discutere a questo punto sui costi fissi della strumentazione, se un’azienda ha realizzato, come ipotizzato nell’esempio 2, dei punti rete in fibra ottica e quindi abbiamo già considerato la rispettiva quota parte dei costi fissi per queste certifiche non dovremmo più considerarli per intero in questo esempio. D’altra parte non è detto che ricorrano entrambi i casi: ipotizziamo invece che nella successiva tabella (Tabella 3) l’azienda installatrice debba sostenere i costi solo per le certifiche di dorsale e quindi imputiamo interamente i costi di strumentazione. Di seguito potremo anche analizzare una situazione mista nella quale, nel corso del periodo di riferimento (un anno) vengano effettuate attività di certificazione su un certo numero di punti rete ottici FTTD e un certo numero di dorsali ottiche.

Utilizziamo come base di calcolo annuale la certificazione di 216 dorsali ottiche che, in rapporto al primo esempio di 3600 punti rame, può suonare come un numero sufficientemente ragionevole: parliamo di dorsali ottiche da 12 FO ciascuna che, possiamo immaginare, collegano rack periferici allestiti mediamente ognuno con un centinaio di punti rete in rame.

Tabella 3 – Certificazione di punti dorsali in fibra ottica

Può sembrare sorprendente ritrovarci con un costo per tratta più che doppio rispetto a quello delle certificazioni di punti rete ottici FTTD, ma il motivo è molto semplice: i costi fissi sono ripartiti su un numero molto più basso di collegamenti, per cui basterebbe eseguire, per esempio, il doppio delle certifiche dorsali ottiche in un anno per ritrovarci un costo analogo a quello del caso precedente. Possiamo notare come i costi del personale per ciascuna certifica siano bassi poiché, come abbiamo spiegato, l’attività di verifica dei collegamenti dorsali comporta un minore dispendio di tempo in spostamenti da parte degli operatori e in definitiva una maggiore produttività.

Esempio 3/B: certificazione di fibra ottica (distribuzione orizzontale + dorsale)

Se invece volessimo ripartire i costi fissi tra certificazioni di punti rete ottici e punti rete dorsali, sempre rispettando la proporzione di 1.500 certifica FTTD e 216 certifiche dorsali in un anno, i risultati sarebbero notevolmente diversi come si può notare notare dalle Tabelle 4 e 5. La grossa differenza consiste nella ripartizione dei costi fissi (ammortamento strumenti, addestramento personale, ecc) tra le due categorie di test eseguiti, con il conseguente abbattimento della ripartizione degli oneri per ciascuna certificazione. La ripartizione dei costi fissi è stata eseguita in proporzione al numero di certifiche per ogni tipo considerato.

Tabella 4 – Certificazione di punti rete in fibra ottica FTTD nell’ambito di un’attività mista

 Tabella 5 – Certificazione di punti dorsali in fibra ottica nell’ambito di un’attività mista

Come si poteva prevedere il costo per ogni certifica di dorsale ottica è sceso drasticamente, rispetto ai casi esaminati negli esempi 2 e 3 poiché abbiamo suddiviso i costi fissi annuali anche con l’altra attività di certifica punti rete FTTD. Si presti sempre attenzione all’incidenza dei costi fissi in funzione del volume di attività da considerare.

Esempio 4: acquisizione tracce con OTDR in ambito locale

Non abbiamo usato il termine certifica poiché come già affermato molte volte, quando si parla di cablaggi strutturati in ambito locale, le certifiche sulle fibre ottiche si eseguono non con OTDR ma con gli appositi strumenti definiti con la sigla LSPM (Laser Source Power Meter) ovvero l’insieme di generatore di segnale ottico e misuratore di potenza al fine di rilevare il valore dell’attenuazione d’inserzione della tratta in misura. Questi strumenti sono in grado di calcolare anche la lunghezza del collegamento, basandosi sul parametro noto dell’indice di rifrazione, che deve essere sempre correttamente impostato prima di ogni misura. Infine il test di certificazione obbligatorio (Tier 1), lo ripetiamo ancora una volta, prevede anche la verifica della polarità come definito dagli standard internazionali.

Corretta gestione delle polarità nei link ottici secondo ISO/IEC 11801, EN50173 e TIA 568-C

In definitiva l’utilizzo dell’OTDR esula dagli obblighi primari di certificazione di un cablaggio ottico bensì è un utilissima opzione prevista dagli standard (Tier 2) che da sola non è tuttavia sufficiente a garantire l’impianto e perciò, nota bene, in nessun caso può sostituire la certificazione fondamentale di Livello 1 (Tier 1). Per la sua grande utilità come strumento analitico e diagnostico, l’acquisizione di tracce OTDR potrebbe essere richiesta in aggiunta alla documentazione di certificazione obbligatoria.

L’utilizzo dell’OTDR richiede tipicamente personale tecnico più preparato ma per contro può essere eseguita agevolmente da un solo tecnico che si occuperà di installare prima all’estremità remota rispetto a quella dove saranno eseguite le misure con lo strumento, le fibre di coda o di loop su ogni coppia di fibre, tipicamente di dorsale, da misurare. Nell’analisi dei costi abbiamo considerato il costo fisso di ammortamento di mini-OTDR – sono normalmente così definiti quegli strumenti adatti a rilievi su reti ottiche di breve distanze e senza elevate prestazioni tipicamente richieste da analisi per reti geografiche di cui ci occuperemo in altri articoli.

Per coerenza con quanto esposto nell’esempio 3 e 3/b consideriamo l’utilizzo dell’OTDR per analizzare 216 dorsali/anno ma poiché l’OTDR esamina una fibra per volta dovremo utilizzare per i nostri conteggi il numero di 432 acquisizioni tracce/anno.

Tabella 6 – Analisi e tracciamento OTDR

Terminiamo la nostra esposizione ricordando che ciascuno di voi potrà poi adattare i parametri che abbiamo usato nella nostra analisi alla propria specifica realtà e di conseguenza ai proprio costi fissi e variabili. Senza pretendere di istituire un documento ufficiale per il computo di tempi e costi dell’attività di certificazione del cablaggio di rete, riteniamo con i brevi ragionamenti che abbiamo appena esposto di poter offrire una guida utile per aiutare gli interessati a valutare meglio i costi delle proprie attività in campo.

Si presti attenzione al fatto che le tabelle considerano costi medi per un discreto numero di certifiche su base annuale e su interventi con un numero medio di certifiche abbastanza sostenuto. Non si possono considerare valide le stesse impostazioni delle tabelle se, per assurdo, si considerasse un intervento per solo poche certifiche magari non più di 5, nel qual caso i costi fissi di intervento dei tecnici porterebbero ad una valorizzazione per link totalmente diversa. Vi lasciamo con un’ultima raccomandazione, una strumentazione sempre aggiornata, calibrata e tenuta in corretto stato di manutenzione, oltre al personale tecnico adeguatamente istruito ed aggiornato sulle operazioni da eseguire, rappresenta sempre il migliore investimento per lavorare al meglio, offrire un più alto valore aggiunto per il cliente e, al tempo stesso, risparmiare sui costi imputabili ad errori e difetti di lavorazione.

2017-04-27T11:12:38+00:00