L'esperto risponde

Ho sentito che ci sono aggiornamenti sullo Standard TIA-942 e anche un nuovo Standard per i Data Center da parte di BICSI: qual è la differenza ?

In effetti TIA ha in corso una revisione dell’attuale standard usi data center, di cui è prevista una nuova versione, TIA-942-A attesa per la fine del prossimo anno (2011). Sono parecchie le novità che verranno introdotte e che avremo occasione di approfondire, benché l’impostazione della norma e la maggior parte degli aspetti fondamentali non vengano stravolti. Vorrei segnalare in particolare:

  • la definizione di una nuova architettura per il data center (vedi figura sotto) più flessibile maggiormente adatta anche agli ambienti di più grandi dimensioni
  • l’armonizzazione con la nuova generazione di Standard ANSI/TIA/EIA, a partire da TIA-568-C pubblicata lo scorso anno, ma incluse le nuove versioni TIA-569-C su vani tecnici e canalizzazioni, TIA-606-B sull’amministrazione dell’infrastruttura, TIA-607-B sui sistemi equipotenziali e di messa a terra, TIA-758-B sugli impianti OSP (OutSide Plant) e TIA-862-B sui sistemi di Building Automation, che riguardano numerosi aspetti dai componenti alle modalità di identificazione degli elementi di infrastruttura all’omologazione di nuove tipologie di sistemi di automazione alle nuove specifiche precauzionali sulla separazione fra cavi di segnale e di alimentazione
  • l’accoglimento e l’integrazione di componenti e soluzioni di cablaggio in Categoria 6A
  • una revisione, in senso meno restrittivo delle specifiche sugli intervalli di temperatura e umidità ammessi nelle sale computer, in linea con le più recenti tendenze orientate ad una riduzione di costi, consumi di energia ed impatto ambientale
  • un maggior livello di armonizzazione con gli Standard internazionali ed europei (in particolare nel contesto dei data center, rispettivamente, ISO/IEC 24764 e CENELEC EN 50173-5) almeno in termini di sostanza, se non di nomenclatura

Da parte sua BICSI, completando un processo iniziato 2 o 3 anni fa, ha pubblicato a giugno 2010 il nuovo Standard BICSI 002-2010 – Data Center Design and Implementation Best Practices. Si tratta di una norma che solo apparentemente si sovrappone agli Standard già presenti nel settore, ma che in realtà si differenzia per impostazione e contenuti, soprattutto per due ragioni:

  1. come traspare dal suo titolo, BICSI 002-2010 si occupa di definire una serie di regole e di fornire suggerimenti e raccomandazioni per la progettazione a regola d’arte di infrastrutture di data center, e non tanto di specificare architetture, topologie, prestazioni; inoltre non si limita a considerare lo stretto ambito dell’infrastruttura di cablaggio (come fanno gli Standard ISO e CENELEC) ma abbraccia tutti i sottosistemi che contribuiscono a predisporre un ambiente idoneo per l’operatività di in centro di elaborazione dell’informazione
  2. proprio perché ha come obiettivo la progettazione e la realizzazione di data center allo stato dell’arte, BICSI 002-2010 si pone degli obiettivi più ambiziosi di quelli che, doverosamente, si pongono gli altri standard industriali; le sue specifiche sono perciò ingenerale più restrittive e non considerano come soglia minima un livello indispensabile di prestazioni, quanto piuttosto un grado ottimale di performance che garantisca la massima efficienza, flessibilità, sicurezza, durata ed economia d’esercizio nel tempo dell’intera infrastruttura.

Figura 1 – Confronto fra gli standard ANSI/TIA/EIA-568-B.2-10 e ISO/IEC 11801 Ed.2-1/2.

Senza scendere nel dettaglio dei numeri (che peraltro sono disponibili nel testo delle normative, ma anche integrati nel software degli strumenti di test) credo con questo di aver risposto alla prima parte della domanda e creato i presupposti per rispondere alla seconda parte: è evidente da quanto detto che, tolto il periodo fra il 2002 ed il 2008, certificare un impianto secondo uno standard piuttosto che un altro non è mai stato equivalente, perché i limiti fisici di riferimento erano differenti. Oggi queste differenze continuano a valere per il cablaggio di Categoria 6A (o 6A) e quindi la scelta dello standard in fase di impostazione dello strumento, prima di avviare i test, dev’essere effettuata in primo luogo pensando al valore del risultato: in questo caso scegliere la strada più impervia, i limiti più severi, della Classe EA di ISO/IEC comporta la qualifica di un cablaggio migliore. Con questo non voglio dire che un impianto certificato secondo i parametri di TIA non sia più che adeguato alle esigenze attuali (10GBase-T incluso) e future, ma soltanto che avremo dei margini di prestazione leggermente maggiori se scegliamo ISO.

Ricordo in conclusione, a scanso di equivoci, che per quanto riguarda la Categoria 6/Classe E e la Categoria 5e/Classe D i tre standard TIA, ISO e CENELEC/CEI sono invece a tutt’oggi fra loro equivalenti sotto il profilo dei limiti di prestazioni, per cui la scelta di utilizzare l’uno piuttosto che l’altro si riduce prevalentemente agli aspetti formali.

2017-03-22T20:59:06+00:00